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5/5/2005- TRACCE DELLA VIA DELLA SETA NEL MONTEFELTRO - INTERVISTA A PATRIZIO TORREGGIANI |
[Arte] |
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Perché parlare delle proprie radici, del proprio territorio (Montefeltro) e poi aprire una finestra sull’Oriente?
La risposta va ricercata nel desiderio di riproporre quell'insieme di percorsi caravanieri e rotte commerciali che congiungevano l'Asia Orientale, e in particolare la Cina, al Vicino Oriente e fino al bacino del Mediterraneo, comunemente nota come la via della seta.
Lungo queste rotte hanno transitato nei secoli carovane di cammelli carichi di seta, prezioso materiale di cui la Cina ha conservato a lungo il “segreto” della sua lavorazione garantendosi così il monopolio del tanto ricercato prodotto che trovava acquirenti a Occidente, fin nell’Impero Romano.
Attraverso i secoli su questo percorso si sono spostati soprattutto mercanti e commercianti di diverse provenienze e nazionalità, lungo le stesse rotte si sono mossi anche condottieri con i loro eserciti, uomini di fede, esploratori, ambasciatori ed emissari, pellegrini, artisti che hanno dunque permesso non solo lo scambio delle merci ma anche quello, più duraturo e fecondo, delle idee, delle fedi religiose, degli stili artistici, delle scuole di pensiero. Grazie agli intensi traffici commerciali e agli scambi culturali, questa “via” ha segnato il destino di popoli e culture nel mondo allora conosciuto: un flusso continuo di merci e persone tra Oriente e Occidente che contribuì, a partire da almeno il III secolo a.C. fino ai giorni nostri, ad arricchire e migliorare luoghi e culture.
Quali esempi di arte e cultura si sono sviluppati tra i vari itinerari della via della seta?
Gli itinerari seguiti dai vari viaggiatori contribuirono a far sorgere culture come quella del Gandhara (Afganistan, Pakistan, India a partire dal 520 a.C.) frutto di un incontro fra le culture greco-romano-buddista divenendo un fenomeno figurativo originale ed autonomo, solo uguale a se stesso, nel quale si attua la più evidente e la più ampia integrazione figurativa che si sia mai vista fra Asia ed Europa. La conoscenza della carta, seta, spezie, l’uso della lacca si diffusero e nel tempo si sono arricchite personalizzandosi secondo le culture dei vari luoghi. È così che l’arte della lacca cinese veste il mobile veneziano divenendo punto di riferimento nelle varie identità regionali. È così che nasce il mobile laccato nelle Marche, quello a fondo a tempera, negli inconfondibili toni di celeste grigio o di verde tenue e ocra, colori che rendono il mobile marchigiano molto piacevole e di facile ambientazione e quindi molto ricercato.
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"TRACCE DELLA VIA DELLA SETA NEL MONTEFELTRO - INTERVISTA A PATRIZIO TORREGGIANI" |
Perché parlare delle proprie radici, del proprio territorio (Montefeltro) e poi aprire una finestra sull’Oriente?
La risposta va ricercata nel desiderio di riproporre quell'insieme di percorsi caravanieri e rotte commerciali che congiungevano l'Asia Orientale, e in particolare la Cina, al Vicino Oriente e fino al bacino del Medi ...continua |
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