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7/15/2008- Mostra fotografica - Intervista a Paolo Polidori |
[Arte] |
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Nato nel 1959 in un paesino delle Marche di nome "Case Nuove", nel comune di Sassocorvaro (PU), Paolo Polidori ha studiato a Bologna dove si è laureato in Veterinaria nel 1986, ed esercita la libera professione, per scelta, nella stessa zona in cui è nato e vissuto. Fotografo per passione, chiediamo a Paolo quando e come nasce l’amore per la fotografia.
Parecchi anni fa: al tempo della mia Prima Comunione e Cresima nel lontano 1968. Mi era stata regalata una Kodak Instamatic, una di quelle macchinette che funzionavano con la pellicola inserita in una cartuccia. Non potevi regolare niente, inquadravi e scattavi e questo era effettivamente il motto della campagna pubblicitaria Kodak; le foto erano quadrate 10x10 e la definizione buona giusto per una foto ricordo.
Da allora ho continuato per molto tempo ad usare quella scatoletta, sino all’82 quando con alcuni risparmi ho comprato in un negozio bolognese la mia prima reflex: una Pentax K1000, un vero “trattorino” tutta manuale ma robustissima, che mi ha seguito fino all’avvento del digitale dandomi un sacco di soddisfazioni.
Quali sono i soggetti che preferisci fotografare?
Sicuramente i paesaggi o particolari d’essi; non devi piazzare le luci, preparare il soggetto o aspettare che si metta in posa. In natura è già tutto pronto, devi soltanto avere la fortuna di passare “nel posto giusto al momento giusto”. Io devo ammettere che a volte ho parecchia fortuna: effettivamente il mio lavoro mi porta a percorrere questa terra nelle ore più disparate del giorno o della notte e quando meno te lo aspetti una inquadratura che poche ore prima era insignificante assume un colore o una luce tutta particolare: e allora io inchiodo l’auto e scatto, rischiando a volte anche un tamponamento.
Quale messaggio vorresti trasmettere attraverso le tue fotografie?
Certamente nessun messaggio filosofico o peggio ancora esistenziale. Tutte le foto che ho fatto e che spero continuerò ancora a fare per altri anni sono solamente immagini, attimi rubati al tempo che mi hanno colpito ed entusiasmato per i loro colori e la loro luce. Non c’e niente dentro se non la bellezza di questa terra, bellezza che col passare degli anni va un poco scomparendo: il paesaggio muta continuamente ed a volte l’uomo contribuisce troppo velocemente a mutarlo in peggio; allora io cerco di conservare di questi ritagli di tempo una immagine, che è stata, magari soltanto per un attimo, bellissima.
Per vedere altre fotografie di Paolo Polidori visitate il sito
http://digilander.libero.it/polipao
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